mercoledì 26 aprile 2017

Sartù di riso bianco sciué sciué




Gli impegni dell'ultimo momento a volte offuscano la mente. 
Confesso che avevo già annunciato il mio "passo". 
Poi una sorpresa, davvero inaspettata. 
Ed eccomi a pubblicare, all'ultimo minuto, il mio sartù!

Grazie a Marina che l'ha proposto, dandone un'interpretazione a dir poco magistrale.

Certo, è semplice. Il tempo di uscire a cercare altri ingredienti non lo avevo. 
Ma sono riuscita ad immaginare qualcosa con ciò che c'era in casa.
Sciué sciué, come questo piccolo timballo che timidamente partecipa all'MTC n. 65 :)


Sartù di riso bianco sciué sciué

(per uno stampo cilindrico di 15 cm di diametro e 10 cm di altezza,
dosi per 4 - 6 persone)

Per il riso

340 g di riso Arborio
75 g di burro
750 ml d'acqua fredda
sale e pepe q.b.
35 g di Grana Padano grattugiato
35 g di cacioricotta grattugiato
3 uova intere di media grandezza

In una grande pentola mettere il riso (non sciacquato!), l'acqua, il burro e un pizzico di sale. Coprire e cuocere a fiamma bassissima per 15 minuti. Allontanare dal fuoco e lasciare raffreddare. Una volta freddo, unire al riso i formaggi grattugiati e le uova, una per volta. Aggiustare di sale e pepe e tenere da parte.


Per le polpettine

200 g di carne di manzo tritata
60 g di pane bianco
50 60 g di latte
un piccolo mazzetto di prezzemolo fresco
1 cucchiaio di pangrattato
1 tuorlo d'uovo
sale e pepe nero q.b.
farina q.b.
olio di semi d'arachide per friggere

Ammollare il pane nel latte. Unire la carne, il tuorlo, il pangrattato, il prezzetolo spezzettato, sale e pepe a gusto.
Impastare il tutto e formare col composto delle polpettine dal diametro di 1 cm circa. Infarinarle leggermente e friggerle per immersione nell'olio caldo, poche per volta. Scolarle su carta assorbente e tenere da parte.


Per il ripieno

300 g di carote
1 piccolo porro (anche la parte verde)
30 g di funghi porcini secchi
250 g di acqua calda
30 g di pinoli
40 g di prosciutto crudo
120 g di provola fresca affumicata
4 cucchiaio di olio evo
sale e pepe q.b.
1 mestolino di besciamella ai funghi (vedi sotto)

Pelare le carote e tagliarle a cubettini.
Eliminare dal porro le radici, la prima sfoglia e la parte verde troppo dura per essere utilizzata. Tagliare il resto a rondelle sottili.
Mettere in ammollo i funghi nell'acqua calda e coprirli.
In un tegame a fondo spesso mette l'olio, le carote e il porro, coprire e lasciare cuocere a fiamma bassissima finché le carote saranno morbide e il porro trasparente. Aggiungere alle verdure il prosciutto a listarelle, i funghi scolati dall'acqua di ammollo (che avremo messo da parte, ben filtrata!), e i pinoli. Alzare la fiamma, saltare il tutto per un paio di minuti e allontanare dal fuoco. Lasciare raffreddare. Aggiungere il mestolino di besciamella.
Tagliare la provola a cubetti.


Per la besciamella profumata ai porcini

l'acqua di ammollo dei funghi (ben filtrata!)
latte q.b. per arrivare a 600 ml di liquidi totali
30 g di farina 00 
60 g di burro
1 cucchiaino di noce moscata grattugiata
sale e pepe q.b.

Mettere a scaldare l'acqua dei funghi col latte, la noce moscata e un cucchiaino scarso di sale. In un altro pentolino fare il roux con il burro e la farina. Aggiungere i liquidi caldi man mano, girando con una frusta, fino ad ottenere un composto liquido e omogeneo. Portare ad ebollizione senza mai smettere di mescolare. Allontanare dal fuoco e lasciare raffreddare.


Per comporre

burro q.b.
pangrattato q.b.
una ciotola d'acqua per bagnarsi le mani

Imburrare per bene lo stampo e spolverizzarlo col pangrattato.
Bagnarsi le mani e formare uno strato di riso sul fondo e sui bordi dello spessore di circa 1 cm.
Inserire nella cavità formata metà del ripieno, 1 terzo delle polpettine e metà della provola a cubetti.
Compattare bene e formare un secondo strato, sempre di circa 1 cm di spessore, sempre con le mani bagnate. inserire l'altra metà del ripieno e della provola e un altro tezo di polpettine. Formare l'ultimo strato di riso.
Infornare a 150° in modalità ventilata per circa 40 minuti o comunque fino a doratura. 
Sfornare, lasciare intiepidire e sformare su un piatto da portata.
Servire a fette accompagnato dalla besciamella calda.


giovedì 23 marzo 2017

Terrina di manzo al pepe verde



Che questa sfida mi abbia fatto paura? VERO.
Che mi stia piacendo dall'inizio alla fine? VERISSIMO
E... che sia stata fonte e motivo di mille pasticci? BEH, QUESTO MI PARE EVIDENTE!

Forse è meglio ritornare al principio.
Il pollo fritto l'ho evitato, è una cosa che proprio non riesco a mangiare! Non me ne voglia nessuno, ma non ce la faccio.
Ma ho seguito e partecipato con immenso piacere al tema del mese con gli Hush Puppies.

Ma ecco, a volte ritornano.
E con Giuliana, alias La Gallina Vintage, a dirigere l'orchestra non potevo proprio tirarmi indietro. Sono troppi anni che la seguo. E troppe le sue ricette sperimentate apprezzatissime da chiunque abbia fatto da cavia.
Perciò, apprendere il tema della sfida e l'obbligo d'uso dell'omonimo contenitore mi ha atterrita.
Non posso comprare nuove caccavelle quando sono senza fissa dimora. E di certo non le lascerei a mia madre, che non saprebbe cosa farsene. La verità è che la povera terrina finirebbe in balia dei piccoli di casa in un battibaleno, e da lì dritta nell'immondizia a pezzettini!

Quindi, terrina in crosta.
Fino a due giorni fa di spigola di mare e gamberi locali. Esco a comprare la panna fresca per la mousseline e la vedo. Mi sorride. Proprio lei, la Granny Smith. E in un attimo sono di nuovo a casa a preparare tutt'altro. Pazienza. Per le cose ci vuole amore. Bisogna ascoltarsi e dare il via alle danze senza indugio. Forse era solo quello che ci voleva.

In questo periodo così confuso della mia vita, in cui vado in cerca alla cieca del principio dell'arcobaleno inseguita da folletti dispettosi. meglio di così non sono proprio riuscita a fare. 
Certo, l'ho fatta crepare in superficie. 
Ho litigato inutilmente con la gelatina e l'imbuto.
Ho dimenticato lo spicchio d'aglio nei funghi (meno male che era piccolissimo...) e l'ho allegramente impastato col resto.


Ho pure realizzato che non avevo un piatto da portata dimensionalmente adatto a Sua Maestà mentre la sformavo, rischiando  il patatrac.
Ma eccomi qui a scrivere. Felice del fatto che almeno è davvero buona.
Forse un giorno o l'altro ci riproverò con più lucidità.
Intanto guardo i capolavori dei miei compagni ad occhi sgranati e invio un grande GRAZIE  Giuliana e al suo blog dal nome meraviglioso per avermi costretta a provare.

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Terrina in crosta di manzo al pepe verde

(per uno stampo da plumcake da 32 cm)


Per la crosta

500 g di farina 00
125 g di strutto
un uovo grande
150 ml di acqua
8 g di sale 
30 g di zucchero semolato
due cucchini di timo ecciccato
2 cucchini di pepe verde macinato
1/2 cucchiaino di pepe nero macinato


Ho messo in planetaria farina, sale, zucchero, spezie e strutto. Ho iniziato ad impastare a bassa velocità. Ho unito l'uovo e poi l'acqua fredda a filo. Ho completato rapidamente la lavorazione a mano, avvolto la palla in pellicola alimentare e messo il tutto in frigo.


Per la farcia
La farcia si compone di tre elementi:
- la base di carne macinata
- le mele caramellate al whisky
- i funghi alla stout

Per la base di carne macinata

650 g di carne di manzo magrissima macinata
150 g di carne suina magrissima macinata
300g di patate a pasta gialla
8 - 10 g di sale fino
2 cucchiaini di noce moscata
due uova medie
3 cucchiai di pepe verse in grani
1 cucchiaino di pepe nero macinato
2 cucchiai di erba cipollina fresca finemente tritata
1 spicchio d'aglio spemuto a crudo
75 g di yogurt greco bianco intero
1 cucchiaio di pan grattato
2 cucchiai di whisky single malt a scelta

Per prima cosa ho lessato le patate con la buccia. Una volta cotte le ho passate allo schiacciapatate. In una grossa scodella ho riunito insieme tutti gli ingredienti, impastato bene, coperto con un panno e lasciato da parte.


Per le mele caramellate

20 g di burro non salato
un cucchiaio d'olio evo
un cipollotto fresco con le sue foglie
1 grossa mela Granny Smith (circa 300 g)
20 g di cranberries
2 cucchiai di zucchero di canna
50 ml di whisky single malt a scelta
un cucchiaino di timo essiccato
un cucchiaino di pepe verde macinato
un cucchiaio scarso di pan grattato

Ho sbucciato e affettato abbastanza sottilmente la mela. Ho fatto la stessa cosa col cipollotto, gambo e foglie compresi. In un tegame ho messo a scaldare in burro con l'olio e il pepe, ho unito le fettine di mela, il timo e i cranberries rigirando per qualche minuto a fiamma vivace. A questo punto ho aggiunto lo zucchero e dopo un paio di minuti sfumato il tutto col whisky, portato a cottura la mela molto al dente e spento il fornello, aggiungendo anche un cucchiaio di pan grattato. Ho lasciato raffreddare.



Per i Cremini alla birra Stout

500 g di funghi cremini
1 piccoli spicchi d'aglio
150 ml di birra Stout (Guinness, Murphy o altra a scelta)
un pizzico di sale
15 g di burro non salato
un cucchio di olio evo

Ho mondato e affettato i funghi sottilmente. Ho messo a scaldare in un wok il burro con l'olio e lo spicchio d'aglio. Ho aggiunto i funghi e rigirato a fiamma vivace per qualche minuto. Ho alzato la fiamma al massimo e sfumato con la guinness. Verso fine cottura ho aggiunto il sale. Ho spento la fiamma e lasciato raffreddare.

Una volta freddi, ho unito i funghi alla base di carne macinata e messo da parte.


Per comporre

300 g di bacon
250 ml di birra Stout
100 g di zucchero di canna
6 g di gelatina in fogli
1 tuorlo medio
1 cucchiaio di latte

A questo punto ho ripreso la pasta per la crosta dal frigo.
Ho imburrato lo stampo, foderato il fondo e i lati minori con una striscia di carta da forno e infarinato il tutto. Ho steso 3/5 della pasta su una spianatoia leggermente infarinata, fino a raggiungere uno spessore di circa 4 mm. Con questo rettangolo di pasta ho foderato il fondo e i lati dello stampo, lasciando debordare l'impasto di circa 2 cm tutt'attorno.
Ho fatto una seconda fodera con il bacon, facendo attenzione a lasciarne debordare a sufficienza per richiudere la terrina una volta pronta.
Ho fatto un primo strato di farcia col composto di carne e funghi. Ho pressato ben bene.
Ho inserito il composto di mele con delicatezza, premendo leggermente con le dita . Infine ho fatto un secondo strato con carne e funghi rimasti e compattato benissimo, richiuso il tutto con le fette di bacon e compattato ancora.
Ho messo la terrina da parte e ho acceso il forno (il mio è a gas con sola funzione ventilata) a 160°C.
Ho steso metà della pasta rimasta a formare un rettangolo sufficientemente grande per fare da coperchio alla mia terrina, posizionatolo su di essa e pareggiato i bordi con un coltello a lama liscia, sigillandoli bene con l'aiuto dei rebbi di una forchetta.
Con la pasta rimasta ho realizzato qualche decorazione (cordoncini e trifogli)
Con un coppapasta di 3 cm di diametro ho praticato un foro al centro della terrina, eliminando la pasta e lasciando il coppapasta inserito a mo' di camino.
Infine ho spennellato tutta la superficie con il tuorlo e latte e posto a cuocere nella parte bassa del forno per 30 minuti, trascorsi i quali ho abbassato la temperatura a 130°C e lasciato cuocere per altri 45-50 minuti.
Infine ho sfornato la terrina ed eliminato il liquido in eccesso formatosi all'interno inclinandola con delicatezza e tamponando la superficie rimasta umida con della carta assorbente.
Ho lasciato intiepidire la terrina.
Infine ho preparato la gelatina di stout.
Ho riscaldato a fiamma bassa birra e zucchero mescolando di continuo fino al suo completo scioglimento. Intanto ho ammollato i fogli di colla di pesce in acqua ghiacciata. Quando la temperatura del composto di birra e zucchero ha raggiunto i 60°C ho unito i fogli di colla di pesce ben strizzati e tamponati con carta assorbente. Infine, con l'aiuto di un piccolo imbuto, ho versato la gelatina attraverso il foro praticato sulla superficie della terrina finché se ne è presa.

Ho lasciato quindi riposare la terrina per 24 ore in luogo fresco.

Un paio d'ore prima di servirla ho preparato le salse d'accompagnamento.


Per la maionese allo yogurt

60 g di maionese
60 g di yogurt greco bianco intero
30 g di latte 
1 cucchiaio di aceto balsamico
1 cucchiaio di pepe verde macinato
1 cucchiaio di erba cipollina fresca finemente tritata

Ho preparato la maionese secondo la mia ricetta abituale che potete trovare qui.
Ne ho prelevati 60 g e unito tutti gli ingredienti in una boule, amalgamando bene con una frusta a mano. Ho trasferito la salsa in un barattolo ermetico e messo a riposare in frigo fino all'utilizzo.


Per la salsa di birra Sout e cranberries
(da una variazione della mia salsa alla Guinness)

100 ml di birra Guinness (o altra Stout)
2 cucchiai di salsa barbecue 
1 cucchiaio di ketchup
50 ml di soft brown sugar 
12 gocce di tabasco classico
1/2 cucchiaino pepe nero macinato al momento
10 g di cranberries essiccati

Ho messo tutti  gli ingredienti in un pentolino e portato il tutto ad ebollizione. Ho abbassato la fiamma al minimo e lasciato sobollire per 15 minuti esatti fino ad ottenere un composto sciropposo. Ho travasato la salsa in un barattolo sterile e lasciato raffreddare senza coperchio. Infine ho chiuso il barattolo e trasferito la salsa in frigo.



Ho servito la terrina a temperatura ambiente dopo due giorni di riposo, accompagnata dalle salse e da un'insalatina mista di radicchio, indivia e lattuga condita con una vinagrette all'aceto balsamico e gherigli di noci.

giovedì 26 gennaio 2017

Macarons lampone - cioccolato bianco e zafferano - arancia - rum per l'MTC n.62!!!



Ah, i macarons!!! Per me sono il viaggio in Francia con Anto, e quella piazza di Clermont - Ferrand, Place de Jaude, dove li ho visti ed assaggiati la prima volta, nella pasticceria Le Lautrec

Quei colori! 


E quel sapore di gelatina di lamponi...io ADORO i lamponi. Solo che dalle mie parti non se ne trovano mai. Capiterà un paio di volte all'anno. Come la settimana scorsa. Ecco perché dovevano essere banane e mirtilli e poi son diventati arance e lamponi. Con il rum. E, soprattutto lo zafferano.


il macaronage dei rosa
Tornando ai malefici pasticcini colorati, non so quante volte ci ho provato a farli. E, a dire il vero, per molto tempo mi son venuti perfetti...finché non ho perso il mio vecchio forno e sono tornata a pasticciare da mia madre, in attesa di capire quale sarà la mia prossima destinazione con più di tre - quattro mesi di sosta stabile ;)
Mi spiego. Nel forno di mia madre non si riesce neanche a fare le meringhe, in nessun modo, bruciano anche a 120°C (il minimo) e con lo sportello aperto per metà!

i rosa prima del croutage

Inutile dirlo, in questo maxi mostro a gas ventilatissimo i macarons proprio non venivano. 

Perciò, quando Ilaria di Soffici, la donna del tiramisù più straordinario della blogosfera, ha lanciato la sfida, mi sono, per un attimo, immobilizzata! "...e ora cosa gli racconto?", mi son chiesta. Poi, ecco, ho preso il coraggio a quattro mani e ci ho riprovato. Su tre teglie, dopo un macaronage che non credevo ai miei occhi guardando i bottoncini lì davanti a me, sono riuscita a salvarne poco meno di una. Il lato positivo, però, c'è: ho capito qual è il problema del maledetto elettrodomestico. SECCA TROPPO, ecco tutto. Così ho messo due teglie per proteggere le basi dall'eccesso di calore e altre due sovrapposte con un dito d'acqua bollente. Ho alzato la temperatura a 180° (corrispondenti, in realtà, ad almeno 220°) e ho cotto i dolcetti a sportello semiaperto. Ha funzionato. Collarino, modesto, vero. Ma macarons riusciti. Non perfetti, ma almeno accettabili. E da qui il tempo per completarli con le farciture immaginate non c'è stato. perciò vi accontenterete del fatto che sia riuscita a tingerli con successo con solo zafferano (quelli giallo pastello) e che le gelatine di lamponi e arance le abbia auto-prodotte. Fine della storia.

i rosa dopo il croutage

La ricetta utilizzata per i gusci è quella di Hermé, puntualmente spiegata e illustrata da Ilaria. Io ne ho fatto una sola dose per entrambi i gusti ottenendo in totale 74 cupolette. Ad essa io ho aggiunto mezza bustina di zafferano per i macarons gialli, e 12 gocce di colorante rosa in gel per quelli rosa. In entrambi i casi, il colore è stato aggiunto agli albumi liquidi da unire al TPT.

Per ogni gusto sono stati necessari:
27 g di albumi non montati
90 g di meringa all'italiana
150 g di TPT

la base dei gialli

Per le farciture ho utilizzato:
  • Ganache montata al cioccolato bianco (un classico a casa mia da anni)
  • Gelatina di lamponi homemade
  • Gelatina di arance e rum homemade

la ganache

Eccovi, quindi, le ricette!





Ganache montata al cioccolato bianco*
(Mercotte, Pinella)



100 g di panna fresca 
16 g di miele d'acacia oppure zucchero invertito
220 g di cioccolato bianco
250 di panna fresca fredda

Portare a bollore i 100 g di panna con il miele. Sciogliere (a microonde o a bagnomaria) il cioccolato bianco e versarci sopra la panna calda in tre volte creando un'emulsione liscissima. Versare in una sola volta i 250 g di panna fredda, rimescolare e riporre in frigo per almeno una notte. Al momento dell'uso montare con le fruste (senza esagerare, altrimenti si separa!)




Gelatina di lamponi homemade*
(La Cucina Italiana)

per 400 g ca. di gelatina 


250 g di panna fresca 
75 g di acqua
zucchero semolato q.b.

In un pentolino a fondo spesso cuocere i lamponi e 75 g di acqua finché la frutta si sarà spappolata (ci vorranno circa dieci - quindici minuti). Filtrare il composto con un colino, spremendo bene. Infine, spremere ciò che rimane con l'aiuto di un tovagliolo pulitissimo di cotone. Pesare il succo raccolto e metterlo a bollire in un pentolino nuovamente, insieme a pari peso di zucchero semolato, inserendo un termometro per alimenti all'interno. Quando la temperatura raggiunge i 105°C, spegnere la fiamma e versare la gelatina in un vasetto precedentemente lavato, asciugato e sterilizzato in microonde per 3 minuti alla massima potenza (o in acqua bollente per ca. 20 minuti). Chiudere bene e lasciare raffreddare capovolto al riparo dalla luce.



Gelatina di arance e rum*
(La Cucina Italiana)

per 400 g ca. di gelatina 



200 g di succo d'arancia filtrato (circa 4 arance bio)
la scorza grattuggiata di tutte arance bio spremute
100 g di rum scuro
300 g di zucchero semolato

In un pentolino a fondo spesso portare a bollore la scorza e il succo d'arancia, il rum e lo zucchero. Lasciar bollire per venti minuti, poi versare la gelatina in un vasetto precedentemente lavato, asciugato e sterilizzato in microonde per 3 minuti alla massima potenza (o in acqua bollente per ca. 20 minuti). Chiudere bene e lasciare raffreddare capovolto al riparo dalla luce.

Per comporre
Al momento di farcire, dopo aver montato la ganache, metterla in una sacca da pasticciere munita di beccuccio di circa 0,8-10 mm.
Porre anche le gelatine in due tasche separate, con beccuccio da 3-5 mm.

la farcitura

Farcire la metà di tutti i gusci con la ganache, lasciando un piccolo incavo centrale.
Per i macarons rosa, sprizzare nell'incavo un po' di gelatina di lamponi, per quelli gialli fare la stessa cosa con la gelatina d'arancia. Chiudere con i relativi restanti gusci, premendo le due metà l'una contro l'altra con estrema delicatezza. Porre i macarons su un piatto da portata, coprire con pellicola e riporre in frigorifero per un giorno intero prima di consumare.



sabato 26 novembre 2016

Il latte-tiramisù per l'mtc n. 61



Post rapidissimo e fuori tempo perché sono sempre a Milano, vivo in ostello stabilmente ormai da  una ventina di giorni e ho il notebook in garanzia...lasciamo stare, che il tiramisù sexy ce l'ho da una settimana e prima d'ora nom sono riuscita a caricarlo.
Un grande grazie a Susy may del blog La coscina di pollo per questa sfida. Bellissima, se solo avessi avuto la mia cucina in tranquillità.
In ogni caso, che mi vogliate o no, ecco la mia proposta. un lattetiramisù.
La scelta è ricaduta sul celeberrimo Boccaccio '70, in particolare su Le tentazioni del dottor Antonio, regia di F., Fellini, con protagonisti/antagonisti Peppino De Filippo e Anita Ekberg.
Avete presente la canzoncina "bevete più latte, il latte fa bene..."??? Il mio modesto contributo nasce da qui. Quale più esplicito messaggio dal cartellone che gli è di fronte? Quale più grande monito, oggi, a volgere lo sguardo intorno in un mondo monodirezionale? Eccoti la Ekberg in tutta la sua prorompenza. E torni, tuo malgrado, con i piedi per terra.

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 Lattemisù
(dosi per 8 persone)

Per la crema al latte
250 g di meringa all'italiana (io uso la ricetta di Montersino)
500 g di mascarpone freschissimo
250 ml di panna fresca


Per la bagna
100 ml di rum scuro
150 g di zucchero
150 g di acqua

Per lo zabaione
2 tuorli medi
1 uovo medio intero
5 cucchiai rasi di zucchero 
150 ml di marsala 


200 g di savoiardi
cacao qb

Preparare la meringa italiana. Ammorbiodire il mascarpone e semimontare la panna. Unire al mascarpone cremoso, alternandoli, la meringa e la panna. Tenere da parte in frigo.

Preparare la bagna facendo uno sciroppo con acqua e zucchero. Portare a bollore cinue minuti, poi spoegnere e unire il rum. Lasciare raffreddare.

Comporre il dolce come un classico tiramisù e mettere a riposare in frigo.

Poco prima di servire preparare lo zabaione sbattendo le uova con lo le uova con lo zucchero. Poi aggiungere il marsala e cuocere, sempre sbattendo,  a bagnomaria fino agli 80°C , allontanare dal fuoco e far raffreddare senza smettere di montare.
Servire il dolce con una spolverata di cacao amaro e una cucchiaiata di zabaione.


martedì 25 ottobre 2016

DE TAPEO! casa_milano_casa (dei sogni)


MTC N. 60. Sfida lanciata da Mai Esteve de Il colore dellacurcuma. Grazie Mai. Ho ripensato ai bei giorni spagnoli col mio compagno. Giorni passati nella più totale spensieratezza, proprio un anno fa.

CASA – MILANO – CASA (SOLA ANDATA)

Allora, gente, come avrete ben potuto notare, sono praticamente scomparsa dalla blogosfera… lo scorso mese, addirittura, ho preparato gli gnocchi per la sfida e, presa da mille cose, ho realizzato di non aver pubblicato il post il venticinque notte, appena in tempo per comunicare alla redazione la mia astensione!
È che la mia vita è stata negli ultimi mesi sconvolta da parecchi cambiamenti, novità, spostamenti. Tanto che l’ago della bussola ha perso il NORD e passa le giornate a girare vorticosamente su sé stesso.
Per la cronaca (evitando di raccontare l’infernale cielo estivo costellato dei trasferimenti lavorativi di mia madre in giro per tutta la penisola), attualmente mi trovo a Milano per uno stage presso il Politecnico.
E sono anche senza fissa dimora. Vago da un alloggio all'altro alla ricerca di un minimo di continuità.
Così, dato che ieri sera ho potuto usufruire dei fornelli di una piccola cucina da studenti universitari fuori sede, ecco la mia modesta proposta.


CASA-MILANO-CASA SOLA ANDATA
Si, ho desiderato a lungo una sana evoluzione della mia situazione lavorativa. E fin qui ci siamo. Non avevo però considerato alcune piccole stupidaggini…come ad esempio la milanesità. Ecco cosa succede quando te ne vai in giro ridendo dei pregiudizi e vedi il sole ovunque. Dovrò farmene una ragione. O almeno credo. Ancora non ne sono sicura. Ovvero, non so se alla fine potrei comunque riuscire a colorare anche questo grigiume generale. ATTENDO DI SCOPRIRE LA FINE DELLA STORIA.

Perciò il punto di partenza rimane la CASA, quella di provenienza, quella in cui sei nata.

Il piatto fortissimo della mamma e i prodotti semplici della mia terra.
UOVO FRITTO CON CACIOCAVALLO.
Poco pepe, pochissimo sale. Ci diamo pure la forma simil-chic col bordo del bicchiere della nutella, FIGHISSIMO (esclamazione della Giulia). Evviva, la tapa ce l’ho.

FUSION, la parola magica in giro per le location alla moda di Milano.

Ebbene, l’altra sera finisco ai Navigli a mangiare una pita, ovviamente vegetariana, ovviamente fusion.E lì l’illuminazione. Il secondo piatto sarà FUSION. Pinchos, ovviamente
Polpette di piselli e caprino caramellate in salsa fusion miele/aceto balsamico su bacchetta cinese.

MERGE, CONFUSIONE, SOGNI, GUSTI COMUNI TRA DUE PERSONE.

Il montadito sarà un insieme di cose amate. Non per forza particolare, non per forza poi così buono.
Un paninetto del super (che qui mi sa un tanto di cartone) con salmone irlandese, zucchine grigliate, salsa di yogurt greco, feta, panna fresca semimontata ed erba cipollina.
PUNTO.
Cartone per essere felici. Cartone per immaginare un domani nuovo. RICICLO. Per citare il grande Fabrizio De André “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.


DEDICATO ALLE PERSONE CHE PIÙ AMO.


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NOTA: ogni ricetta è in dosi per due persone



Le tapas_uovo fritto con caciocavallo silano 

2 uova medie
2 fette di caciocavallo silano DOP spesse circa 1 cm
1 cucchiaio d'olio evo
sale e pepe nero q.b.

Mettere il cucchiaio d'olio in un padellino e lasciarlo scaldare leggermente.
Adagiare nel padellino le fette, ben distanziate e lasciare cuocere per 1 minuto. Sgusciarvi su le uova, salare e pepare leggermente e spegnere il fuoco.
Coprire e lasciare riposare per cinque minuti.
Ritagliare le monoporzioni con l'aiuto di un coppapasta. e disporle nel piattino per servirle.


I pinchos_polpette di piselli in semi di chia caramellate in salsa fusion al miele e balsamico

3 cucchiai di piselli già cotti
20 g di pane raffermo, ammollato in acqua e strizzato
20 g di caprino vaccino
1 cucchiaino di spezie garam masala
1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere
1/2 cucchiaino di curry mild
2 cucchiai di semi di chia
1 cucchiaio di miele
2 cucchiai di aceto balsamico
2 cucchiai di olio evo

Riunire in una terrina i piselli, il pane , il caprino e le spezie, poi ridurre il tutto in purea con l'aiuto del dorso di un cucchiaio.
Formare quattro polpette e passarle nei semi di chia.
Cuocere le polpette in padella con un cucchiaio d'olio. Nel frattempo, a parte mescolare miele e aceto. Caramellare le polpette con la salsina nella stessa padella di cottura. Porle in un piatto e lasciarle raffreddare completamente. Infilzarle, due per volta, in un bastoncino cinese.


I montaditos_ panini con salmone scozzese, zucchine grigliate e salsa greca

2 panini mignon
2 fette (50 g) di salmone affumicato irlandese
1/2 zucchina a fette sottili
25 g di panna fresca
1 cucchiaio di yogurt greco intero (10% di materia grassa)
20 g di feta
erba cipollina e pepe bianco q.b.

Con l'aiuto di una frusta, montare la panna con lo yogurt, poi aggiungere la feta sbriciolata. Insaporire con erba cipollina e pepe bianco a piacere.
Grigliare le fette di zucchina su una piastra in ghisa senza condimenti.
Tagliare a metà i panini.
Riempire i paninetti con la crema di yogurt-panna-feta, le fette zucchina grigliate e il salmone.